L’orto verticale sui nostri balconi

Chi conosce Agoghé sa che uno dei progetti  che vorremmo mettere in piedi riguarda quello che viene definito “orto sociale”. Si tratta in sostanza della possibilità di far diventare l’agricoltura in piccola scala un’attività carica di valenze sociali ed etiche, coinvolgendo, per esempio, persone svantaggiate o portando i bambini a conoscere i frutti della terra. Un orto sociale esteso – ne siamo convinti – potrebbe rappresentare anche un tentativo nella direzione di un’economia sostenibile, sana e improntata a principi etici.

Qualche giorno fa abbiamo letto di un’iniziativa che si avvicina moltissimo alla nostra idea di orto sociale. In una città del nord Italia è nato Veve, che dai suoi creatori è stato definito “un nuovo elettrodomestico che ciascuno potrà avere comodamente sul proprio terrazzo”. Si tratta di un vero e proprio orto verticale che ha bisogno soltanto di un metro quadrato di spazio e che può ospitare fino a duecento piante.

Veve funziona grazie alla tecnica della coltivazione aeroponica, sfruttando cioè la composizione di aria e sostanze nutritive. E’ tenuto in vita dall’energia elettrica, con consumi tali da richiedere una spesa di soli tre euro al mese, e in futuro sarà dotato di un pannello solare che lo renderà autonomo. Tra sei mesi, promettono i creatori, sarà messo in commercio, ma se pensiamo a lungo termine dobbiamo immaginarlo impiegato in serre ad alta produttività, o in territori sottosviluppati e in aree umanitarie, dove l’emergenza alimentare è altissima.

Un metro quadrato per avere il proprio orto. Insalate, basilico, ortaggi sul balcone di casa: per adesso è solo un prototipo, ma noi abbiamo pazienza e sappiamo che “darà i suoi frutti”. Nel frattempo, potete seguire Veve alla pagina internet www.veve.bio.