La biblioteca condominiale di via Rembrandt

Si chiama Biblioteca Rembrandt e su Facebook ha oltre 5000 mi piace, tanti quanti i libri che ospita sui suoi scaffali.

Da un’idea per migliorare i rapporti di vicinato – e per salvare dalla rovina tantissimi volumi – è diventata un caso di portata nazionale: la Biblioteca Rembrandt è nata all’interno di una portineria, in un condominio di Milano, grazie all’ex custode Roberto Chiapella, oggi in pensione.

Tutto è nato quando il signor Roberto ha notato che le 72 famiglie che abitano al civico 80 di via Rembrandt (da qui il nome della biblioteca) condividevano spazi comuni senza avere mai nulla da dirsi. Allora ha pensato di dover fare qualcosa, di essere insomma responsabile di una situazione che, lo sappiamo bene, si ripete in quasi tutti i condomini d’Italia.

Ha così aperto la sua portineria, e in particolare la sua camera da letto, alla cultura, accettando donazioni di libri che chissà dove sarebbero finiti e invitando i condomini prima, e tutti i cittadini dopo, a utilizzare la portineria come luogo di scambio, di conversazione, di socialità, oltre che di lettura. Il risultato è che da tutta Milano arrivano lettori o semplici curiosi per conoscere il signor Roberto e per sfogliare un libro inaspettato, dato che nella Biblioteca Rembrandt non vige un ordine di catalogazione, ma la sorpresa costante di imbattersi in un volume introvabile, nascosto tra un giallo e un romanzo storico.

Non serve una tessera d’iscrizione, per poter prendere in prestito un libro per un mese è necessario lasciare soltanto i propri recapiti. Intanto gli scaffali continuano a riempirsi e il signor Roberto si dice soddisfatto che il suo esperimento sia ormai una realtà consolidata, tanto da lasciar immaginare l’utilizzo degli spazi condominiali comuni per altre attività, come corsi di yoga o di computer.

Il signor Roberto, che in futuro collaborerà con le biblioteche milanesi per nuove attività di prestito interbibliotecario, ha deciso di donare a sua volta alcuni dei libri ricevuti: destinatari sono i detenuti del carcere di Opera, che potrà incrementare così il suo patrimonio librario.

Potete anche voi conoscere il signor Roberto ed entrare nella Biblioteca Rembrandt, basta cliccare qui.