Acquacoltura: finanziamenti a fondo perduto per start-up e imprese

I tanto attesi bandi dei Fondi Strutturali Europei sono finalmente arrivati e lo hanno fatto in grande stile.

Sono stati, infatti, pubblicati in questo mese, uno di seguito all’altro, due bandi del FEAMP (Fondo Europeo per gli Affari Marittimi e la Pesca): a disposizione del settore dell’acquacoltura (ma anche di quelli della pesca e della lavorazione del pescato) per la Sicilia, complessivamente, ben 24 milioni di euro.

La grande novità è che questi finanziamenti (di cui una parte a fondo perduto) possono essere anche impiegati per la creazione di nuove imprese.  

Seguendo le indicazioni europee, il Dipartimento regionale della Pesca mediterranea, si propone di dare la possibilità alle start-up e alle Piccole e Medie Imprese (PMI) siciliane di crescere e svilupparsi tecnologicamente.

Oggetto del finanziamento sono in primo luogo macchinari e attrezzature. Ma è anche prevista la possibilità di acquisto di terreni e di edifici, oltre la possibilità di costruirne o ristrutturare  gli esistenti.

Che il settore principale sia l’acquacoltura (la produzione di organismi acquatici, principalmente pesci, crostacei e molluschi, ma anche alghe, in ambienti confinati e controllati dall’uomo, vedi link) o la lavorazione del pescato e delle specie allevate non deve stupire.

La Comunità Europea ha recentemente identificato nel settore dell’acquacoltura un componente chiave delle Politiche Marittime e dell’agenda Blue Growth (sviluppo dell’economia del mare (link).

E, per dar seguito a questi orientamenti, vedremo fioccare, nei prossimi mesi ed anni, una serie di iniziative volte ad incentivare la crescita e lo sviluppo tecnologico delle start-up e delle PMI: semplificazione delle procedure amministrative, miglioramento della competitività locale ed internazionale, riduzione dei conflitti, incoraggiamento delle attività transfrontaliere e degli investimenti. Tutto mettendo a disposizione di ciascun imprenditore cifre che possono raggiungere anche i 3 milioni di euro. Ricerca e innovazione saranno l’elemento chiave di accesso.

L’Italia, in particolare, vanta una posizione privilegiata, secondo le valutazioni FAO (vedi articolo) per la sua naturale conformazione e data l’estensione delle coste, il nostro paese (e le isole in particolare) potranno contribuire alla crescita della produzione globale di pesce e derivati da acquacoltura.

Il 50% del pesce che arriva sulle nostre tavole è, infatti, proveniente da impianti di acquacoltura, ma, di questo solo il 20% è di origine europea.

Crescita della produzione, quindi, insieme ad un ampliamento delle varietà allevate, in un’ottica di rispetto ambientale e di sicurezza e attenzione alla salubrità del prodotto: questa la mission delle imprese acquicole più al passo coi tempi.

Il tempo è clemente, il mare piatto e comincia ad alzarsi una leggera brezza da terra: non resta che salpare le ancore e spiegare le vele.