Digital divide: i Comuni si rimboccano le maniche

“Dobbiamo imparare ad essere sindaci di noi stessi, ogni giorno”. Sono parole pronunciate da Marco Boschini, il coordinatore dell’Associazione nazionale dei Comuni Virtuosi. E sembra che i cittadini di un comune piemontese le abbiano prese alla lettera, quando hanno deciso di affrancarsi dalle compagnie telefoniche per “autofornirsi” il loro collegamento a internet. Ma andiamo con ordine.Alla fine del 2014, il piccolo centro di Verrua Savoia (in provincia di Torino; 31 km quadrati popolati da poco più di 1400 abitanti) è diventato il primo comune italiano provider di servizi internet.

E’ cominciato tutto con la raccolta quasi porta a porta di computer, antenne, hard disk, e con la costruzione di due ponti radio, ad opera del professore del Politecnico di Torino Daniele Trinchero, il quale si era riproposto di trovare un modo per dotare il suo paese natale di un collegamento internet che altrimenti non sarebbe mai arrivato. In quattro anni di progetto, oltre 360 famiglie hanno avuto così la loro banda larga e poiché per legge non può essere un Comune a offrire tale servizio, è nata l’associazione “Senza fili, senza confini”, che sta lavorando per rimanere in piedi anche senza i finanziamenti iniziali, da parte di Ministero e Università, al progetto.  

Il digital divide è un problema tutt’altro che risolto. Ad oggi, le zone rurali e periferiche dell’intero territorio nazionale non sono raggiunte dalla rete. Sì, sembra inverosimile, eppure è come se soltanto in ambienti urbani fosse necessario accedere alla banda larga. Per questo sono in atto studi di replicabilità del progetto di Trinchero, anche perché molti altri comuni italiani, sentendo la notizia, si sono attivati per chiedere studi di fattibilità, facendo emergere un’esigenza fino ad ora trascurata dai fornitori dei servizi e in genere da tutta la rete nazionale.

Una mappa realizzata dal mensile Wired e risalente al 2014 (la trovate  qui) mostra come siano soprattutto l’entroterra e le zone montane d’Italia a subire il fenomeno del divario digitale, così come l’ultima indagine Istat su Cittadini e Nuove tecnologie ci dice che le famiglie italiane che dispongono di un accesso ad Internet da casa e di una connessione a banda larga sono il 64% (in aumento rispetto alla precedente rilevazione, ma pur sempre un numero molto basso). Ancora una volta il fattore territoriale è determinante: le famiglie del Centro-nord che dispongono di un personal computer e di un accesso ad Internet da casa sono il 66,6%, contro il 58,3% delle famiglie del Mezzogiorno. Vengono registrati forti ritardi anche nella connessione alla banda larga: 56,4% contro 65,4% del Centro-nord. E non è certo un caso che i comuni che vogliono seguire l’esempio di Verrua Savoia siano, purtroppo, tutti del nord Italia.