E’ tempo di Open Innovation

Verrebbe da sbilanciarsi e affermare che la “mutazione genetica” dell’innovazione in azienda si sia completata e che una nuova “specie” popoli il “pianeta impresa”.

Stiamo parlando di Open Innovation e non di scenari fantascientifici, eppure era questo il dubbio che si leggeva su certi volti (credeteci! li osservavamo da vicino…) di chi nel relativamente recente 2010 sentiva esporre queste teorie: in sintesi, “…imprese, grandi e piccole, se vogliono progredire e restare competitive debbono far ricorso anche ad idee esterne.” ( vedi qui ).

Per chi opera da qualche tempo in questo ambito, era invece stata illuminante la lettura del testo di Tapscott & Williams, Wikinomics 2.0. La collaborazione di massa che sta cambiando il mondo (link) e i lavori di Henry Chesbrough che addirittura risalgono al 2003.

Ancora una volta dunque, nulla di nuovo sotto questo sole, soltanto i tempi, che (adesso) sembrano maturi per accettarla e farne “sistema”.

Gli esempi di applicazione in Italia non mancano; uno su tutti Telecom Italia che forse per prima in Italia con il progetto  Working Capital (link) ne introdusse questo modus operandi nel 2009. Poi ancora ENEA (link), Novartis (bio-tech) e di recente Poste Italiane.

Ma facciamo un po’ di chiarezza: cosa è, in sostanza, l’Open Innovation?

L’Open Innovation o, come preferiamo chiamarla noi, (perché più che delle teorie preferiamo parlare delle ricadute sul mondo dell’economia) la Wikinomics è un nuovo modo di concepire l’economia e il business alla luce della diffusione del cosiddetto Web 2.0 e delle modalità collaborative di interazione da questo introdotte.

La teoria di Tapscott descrive un nuovo tipo di impresa: un’impresa che apre le porte al mondo, collabora con tutti (soprattutto con i clienti) ai fini dell’innovazione, condivide risorse che in precedenza venivano tenute sottochiave, fa leva sul potere della collaborazione di massa e non si comporta come una multinazionale ma come un’entità del tutto inedita: un’azienda realmente globale. Queste imprese stanno determinando importanti cambiamenti nei loro settori di appartenenza e stanno riscrivendo molte delle regole della concorrenza.

La Wikinomics è basata su quattro concetti nuovi e di grande efficacia:

  • Apertura: intesa come «porosità» dei confini delle imprese, apertura alle idee e al capitale umano esterno, apertura al bacino globale dei talenti che fioriscono al di fuori dello loro quattro mura;
  • Peering: una nuova forma  di organizzazione orizzontale, di collaborazione tra pari;
  • Condivisione: non solo limitata alla sola proprietà intellettuale, ma estesa anche ad altre risorse come la potenza computazionale, la banda, il contenuto e le conoscenze scientifiche;
  • Azione globale: per gestire le risorse umane e intellettuali superando i confini culturali, disciplinari e organizzativi.

Ci si potrebbe chiedere: “Ma, nella pratica…?”

Nella pratica, la Goldcorp Inc., azienda canadese, oggi prima al mondo nelle estrazioni minerarie d’oro, deve tutte le sue fortune alla decisione del suo CEO che nel 1999, non riuscendo con il suo team interno di esperti geologi a trovare nuove “vene” da cui estrarre oro, (dopo aver partecipato ad un workshop sull’open source e sul sistema operativo Linux, ndr), decise di rendere disponibili le riservatissime informazioni aziendali a chiunque fosse disposto a trovare una soluzione al problema del Goldcorp. Il risultato fu un numero considerevole di nuove localizzazioni, da parte dei più svariati professionisti (ingegneri, matematici, informatici, grafici…) e un incremento del 30% delle estrazioni.

Ancora, la piattaforma web Innocentive, sulla quale chiunque (seekers) può pubblicare problemi irrisolti nel campo della R&S, a cui esperti di vari settori (solvers) cercano di dare una risposta in cambio di un corrispettivo in denaro. L’azienda è nata come startup di Eli Lilly con l’intenzione di cedere in outsourcing la risoluzione di problemi che sfuggivano ai ricercatori del colosso farmaceutico.

E gli esempi si moltiplicano, giorno per giorno. sarà normale anche nel nostro Paese? Noi ci crediamo! Così come crediamo che il tutto, possa valer più della semplice somma delle sue parti!