Quei finanziamenti europei…che, forse, non vogliamo

L’8 di novembre è ormai alle porte: è andato a buon fine il viaggio di scouting a Malta? I partner di progetto hanno già firmato la documentazione? La domanda e gli allegati di partecipazione sono tutti revisionati? Otterremo questi finanziamenti europei?

Ma, come? Cosa vuol dire: “Di cosa stiamo parlando?”.

Del primo bando di finanziamento Italia-Malta: programma di cooperazione europeo!

Quella favolosa opportunità di finanziamento europeo (con tanto fondo perduto – e cifre a 6 zeri) che aspettavamo da almeno due anni; quella chance di realizzare il nostro sogno imprenditoriale chiuso nel cassetto.

Non ne sapevate nulla? Beh, a dire il vero lo avevamo immaginato.

Tanti ricercatori universitari, pochi enti locali e quasi il deserto di aziende e imprenditori (o aspiranti tali). Questo era lo scenario dell’evento di lancio della prima “call” (il primo bando) del programma Italia-Malta, tenutosi a Catania lo scorso mercoledì (12 ottobre).

Noi c’eravamo: ne siamo stati testimoni, e ne abbiamo discusso a lungo con i referenti della Regione Siciliana.

Dovrebbe sembrar strano: un bando che apre espressamente alle Micro, Piccole e Medie Imprese e che mette a disposizione un 85% di fondo perduto dovrebbe attrarre le aziende come un lume nella notte attira le falene.

Probabilmente la comunicazione istituzionale non è ancora adeguata; forse le aziende non si sono ancora dotate di personale dedicato; forse i media (e gli stessi onnipotenti social) non riescono a stare sul pezzo.

Molto più probabilmente sono le stesse antiche leggende metropolitane sulla difficoltà – o impossibilità – di accedere a questi finanziamenti a tenere a debita distanza chi potrebbe giovare direttamente di queste occasioni e, di rimando, dare un contributo all’intera economia locale.

Eppur basterebbe leggere (ma meglio sarebbe parlarne con chi questa lettura critica la fa di mestiere… e a buon imprenditor bastano poche parole) tra le righe del bando in questione per fugare molti dei dubbi che inibiscono l’imprenditore nostrano.

I tempi biblici di attesa, le valutazioni dai misteriosi criteri, la rischiosità degli investimenti (questi i timori più diffusi che bloccano…il classico “vorrei, ma non posso”) sono tutte variabili perlomeno controllabili da un buon progetto…e da un buon progettista.

Ripensandoci: forse i tempi non sono poi così brevi; forse una buona idea di progetto ben studiata da tempo, chiara nella nostra mente potrebbe avere tutte le carte in regola per ottenere la giusta spinta da questi finanziamenti.

Non vi ho convinti?

Pazienza!! Ma io adesso vi lascio e mi metto a scrivere il mio progetto e cercare compagni di viaggio!

Ancora una volta: #abuonimprenditorpocheparole!