La fabbrica mette la quarta

La digitalizzazione dei processi produttivi in generale, e del settore manifatturiero in particolare, rappresenta non solo un’opportunità per la nostra industria: è anche e soprattutto un cambiamento di portata epocale che non può essere eluso. Di fronte a mutamenti così profondi, o si è protagonisti, oppure se ne viene travolti.”  

Queste le parole con cui il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda ha aperto la sua audizione in Parlamento (vedi qui), giusto una settimana fa.

Di cosa stesse parlando è presto detto: il Ministro stava annunciando l’avvento dell’Industria 4.0,  una vera e propria rivoluzione: la quarta rivoluzione industriale!

Se le prime tre rivoluzioni industriali (dall’introduzione in fabbrica della macchina a vapore, a quella dell’elettricità e successivamente dell’informatica) hanno determinato crescita economica e benessere,  la quarta promette di non essere da meno: rappresenterà un altro salto epocale, “disruptive” direbbero alcuni.

Vogliamo quindi farci trovare impreparati? Non conviene almeno sapere cosa sia questa Industria 4.0?

Proviamo allora a fare un po’ di chiarezza ripercorrendo le parole di Calenda.

Il ministro identifica nei seguenti quattro punti, le leve che stanno determinando il passaggio all’industria 4.0:

  • Disponibilità di dati digitali e analitica dei Big Data;
  • Robotica e automazione avanzata;
  • Connettività spinta;
  • Contatto digitale con il cliente ed economia della condivisione.

La fabbrica diventa quindi intelligente e interconnessa (si parla di Internet dell Cose e delle Macchine) e l’economia si sposterà verso la condivisione (per approfondimenti vedi qui) con un occhio sempre puntato alla sostenibilità ambientale (vedi link).

La fabbrica 4.0 favorirà la diffusione dell’innovazione e delle nuove tecnologie digitali e non, attraverso l’adozione di forme di open innovation con le startup.  In tal modo, l’ecosistema dell’innovazione (si vedano i nostri recenti articoli del 18 aprile 2016 e del 31 maggio 2016), dove l’attività di Ricerca, Sviluppo e Innovazione (R&S&I) ha un ruolo fondamentale, riceverà lo slancio definitivo.

E sarà, a detta di Calenda, tutta un’occasione per il rilancio della competitività della nostra industria grazie soprattutto all’agilità e al dinamismo delle PMI (Piccole e Medie Imprese).  Chi avrà la peggio? Solo chi non saprà innovare ed adattarsi.

Il must è quindi adattarsi al cambiamento e non ancorarsi a vecchi retaggi: come diceva Leo Longanesi:

Solo un’idea che non trova posto a sedere è capace di fare la rivoluzione.