La fontana di Pompei (l’Abbondanza di pressapochismo)

Il mondo distruggerà la Bellezza”: Dostoevskij probabilmente  avrebbe scritto questo, ne L’idiota, se  avesse passeggiato nei mesi scorsi tra le vie di Pompei.

L’immagine della Fontana dell’Abbondanza di Pompei deturpata da un comunissimo rubinetto da giardino ha invaso, qualche tempo fa, i principali social network, destando scalpore e suscitando l’indignazione dei più.

Il clamore mediatico, per fortuna, ha scosso le coscienze di chi, chiamato a sovrintendere il sito storico, ha potuto immediatamente sostituire l’obbrobrio con un più consono rubinetto d’ottone.

Tutto bene, quindi! Problema risolto! Ma stava in quel rubinetto il problema?

Probabilmente, la prima a cogliere l’essenza del problema è stata Laura Noviello, curatrice della comunità online, Anima Vesuviana, con il post che ha fatto il giro della rete:

Ecco come Pompei muore ogni giorno la si cura distruggendola, ed è tutto tacitamente lecito”.

A chi si chiedesse come, queste considerazioni, possano riguardare questo blog, la risposta è presto data: ci si muoverà davvero nella direzione dell’Innovazione Sociale, quando, parallelamente all’introduzione di nuove (e fanta-tecnologiche) soluzioni per la fruizione del nostro patrimonio culturale, si baderà alla sua preservazione; tutela che non può derivare solo dagli intenti, o dalle fisime, del singolo responsabile (di progetto), ma, anche e soprattutto dagli sforzi di tutta l’intera comunità che di quel bene gioverà.

Ma tutta la noncuranza, l’insopportabile menefreghismo, l’inseguimento del comodo e della via breve che il (non) banale episodio di Pompei evidenzia, è un segno dei tempi.

Come sottolinea Simone Cosimi, giornalista della testata online WIRED (vedi articolo), che ha stimolato queste riflessioni, “Stentiamo insomma a porci delle domande, a migliorare invece di peggiorare, a sentire nostro, sì, anche quel rubinetto.

Sentire. Sentire l’appartenenza. PartecipAzione!

Saremmo degli Idioti a farci cullare dall’idea che la Bellezza si salvi da se!