Orienteering: una mappa per fare “Team”

L’Orienteering ( o “sport orientamento”) è una disciplina sportiva che utilizza mappe geografiche create ad hoc e bussola. Lo scopo è orientarsi, sul territorio rappresentato dalla mappa, nel minor tempo possibile e conseguendo una serie di obiettivi intermedi. Lo abbiamo utilizzato, anche noi per la formazione outdoor di un gruppo di studenti. Il nostro obiettivo era il team building, stimolando anche l’autonomia, la capacità di prendere decisioni e l’osservazione. I risultati sono stati sorprendenti, e abbiamo provato a condividerlo con i nostri lettori.

Ripulire dalla polvere e lucidare i tuoi scarponi anfibi, ha un che di romantico e ti porta a riflettere: tanto!

Ed è quello che è successo ieri, tornando da una giornata di Outdoor training (inglesismo – per non sembrare antiquati – che indica la formazione per gruppi fatta al di fuori di una classica aula, ndr – perché sceglierselo come lavoro, è invece un altro discorso…).

Il ragionamento, esalato dagli anfibi era più o meno questo: “Può una giornata di lavoro lasciarti in bocca lo stesso sapore di certe gustose pietanze che, da piccoli, ci cucinavano le nostre nonne e che, oggi, ritroviamo?

Questo piatto lo abbiamo gustato ieri, tra gli alberi di un boschetto del catanese (noto ai più per la prossimità ad una delle pochissime piste da sci siciliane).

La sua ricetta è semplice: prendi un gruppo di persone curiose, immergile in un ambiente a loro non noto (un bosco, la montagna ma, anche, un centro storico cittadino), da’ loro una mappa, una bussola e degli oggetti o dei luoghi da identificare. Condisci il tutto con l’occhio attento di formatori esperti….e il risultato è garantito!

Che abbiate o meno  l’acquolina in bocca, è il momento di “uscir di metafora” e chiarire un po’ la cosa: l’attività di cui stiamo parlando è l’Orienteering. Una disciplina sportiva riconosciuta, con tanto di federazioni internazionali e campionati ( i Mondiali Studenteschi 2017, puta caso, si sono svolti a Palermo, tra il 22 e il 28 aprile scorsi, vedi qui).

Nei rispetto dei luoghi in cui si svolge, con l’obiettivo di “punzonare” la score card della propria squadra, il team si muove alla ricerca dei vari check point. Le competizioni possono essere strutturate a tempo o “ad obiettivi”. Sta poi alla abilità del team, scegliere la strategia vincente: muoversi insieme o suddividersi i compiti, affidando i più ostici a chi, su quel particolare terreno di gioco, è più abile e performante.

E proprio grazie al supporto fondamentale della delegazione siciliana della FISO (federazione italiana sport orientamento),  abbiamo potuto importare anche questa attività nel nostro catalogo di Formazione esperienziale.

Importare: si!

Perché non è, propriamente, da ieri che l’Orienteering è stato impiegato come espediente per la formazione aziendale e per il Team Building. Grandi aziende in Italia e in tutto il mondo hanno introdotto già da anni la formazione outdoor tra le attività di formazione per i propri dipendenti (per i dirigenti ed il personale tutto), e l’Orienteering figura tra le attività più valide e gettonate(paintball, barca a vela, rafting figurano, anche, tra queste…) .

Il segreto dell’efficacia dell’Orienteering sta tutto nella combinazione unica di abilità e competenze trasversali che è in grado di stimolare e sviluppare:

  • Ascolto
  • Osservazione, focalizzazione e concentrazione
  • Scelta (prendere decisioni, autonomamente e in team)
  • Cooperazione e competizione
  • Individuazione e riconoscimento dei ruoli
  • Riconoscimento di capacità e limiti propri e del team
  • Strategia

solo per citarne alcuni.

Gli effetti sono sorprendenti: usciti dalla loro “zona di comfort”, i partecipanti sono subito coinvolti dalla competizione, corrono, ragionano insieme, fanno squadra!

Vi assicuro: fanno venire voglia di lasciare i panni del formatore/osservatore, prendere una mappa e passare all’azione!

Fatica e polvere passano in secondo piano. Salvo, poi, ri-gustarsele spazzolando il vostro paio di scarpe preferite!