StreetFoody – un incubatore per il business dello street food su ruote

Sciami scoppiettanti di veicoli a tre ruote invaderanno le nostre piazze.

Nel nostro paese il cibo da strada è tornato di moda, e se oggi si parla di startup on-the-road e gli attributi usati per descriverlo sono “glam”, “gourmet” e “trendy”, le radici di questo fenomeno “di ritorno” sono ben piantate nella tradizione gastronomica italiana.

Proprio legandosi a questa tradizione, tipicamente è il caso di dire, il mezzo preferito dagli startupper del cibo da strada è proprio la storica Ape, adeguatamente modificata tanto da diventare la marcia in più dell’intero business.

Proprio dalla consapevolezza del potenziale di questo settore di business, l’azienda leader nel settore della trasformazione dei food truck, la Resti spa, ha dato vita a StreetFoody, business unit, che si propone come il primo incubatore per startup nel settore del cibo su ruote.

<>: questa la mission dichiarata da StreetFoody tramite le pagine del sito web della compagnia (vedi qui).

Pochi e sintetici i consigli di Franco Resti, per dare vita ad un food truck gourmet di successo: “Scegliere un prodotto che sia verticale, unico, e di qualità. Fare rete tra food trucker. Partecipazione ad eventi di settore puntando anche su matrimoni, feste private e aziendali e, sopratutto, creare engagement”.

Quali siano i numeri dello street food in Italia è presto detto: oltre 8.500 i venditori di street food in Italia, con un aumento delle licenze di oltre 3 mila unità dal 2009 a oggi. Si tratta soprattutto di venditori di cibo da strada tradizionale, mentre le ‘ape car gourmet’ nate dal 2012 a oggi, che propongono cibo di alta qualità, sono circa un centinaio, quindi una netta minoranza. (fonte: Street food: culture, economy health and governance, Stefano Marras, Università degli studi Milano Bicocca, luglio 2015 e Startupitalia!).

Numeri non ancora importanti (sebbene molte esperienze fai-da-te potrebbero essere sfuggite al censimento, ndr), ma tutto fa pensare che le cifre siano in crescita e che ci sia ancora tanto spazio in questo nuovo mercato.

Non ci resta che aspettare che i prossimi startupper a tre ruote lascino l’alveare per ronzare sulle strade delle nostre città.