Tutti i diritti per il diritto (d’autore)

Un piccolo passo per la politica, ma un grande balzo in avanti per…. i diritti d’autore.

Non ce l’abbiamo proprio fatta a resistere: era impossibile non parafrasare il primo uomo a metter piede sulla luna, oggi che (la notizia è fresca fresca) anche il Governo italiano sembra compiere un avvicinamento verso la liberalizzazione del mercato dei diritti d’autore[1].

La SIAE (Società Italiana degli Autori ed Editori) potrebbe a breve perdere il monopolio nella gestione dei copyright…e il mondo delle start-up esulta.

Tralasciamo lunghe (e noiose, in questa sede) cronistorie per le quali si rimanda a più approfondite letture qui e qui, e parliamo dei fatti e delle potenziali conseguenze per le Start-up in Italia.

Tutto ha inizio con la notizia (che ha inondato Internet e i social) del passaggio a Soundreef di due cantanti, molto ma molto quotati (in termini di vendite) sul mercato:  Fedez e Gigi D’Alessio. Ma proprio  a causa del monopolio SIAE, Soundreef (Ente di Gestione Indipendente, secondo la direttiva Barnier – direttiva europea 2014/26/UE) è costretta ad operare nel Regno Unito.

E Soundreef non è l’unica start-up ad operare nel settore: c’è (l’ITALIANA!!!) Kopjra che, selezionata nel 2014 nel TIM #WCAP, ha di recente ottenuto da Tim Ventures un finanziamento di 150.000 €, e c’è Patamu che vanta già 10.353 iscritti e ben 27.777 depositi (alla data del 25/06/2016); e tanti altri stanno già affacciandosi sul mercato.

Certo, la direttiva Barnier avrebbe imposto agli Stati Membri l’apertura del mercato entro lo scorso 10 aprile 2016, e l’Italia è ormai l’ultima (insieme alla Repubblica Ceca) a non essersi adeguata, ma qualcosa è cambiato.

A dircela tutta, il monopolio SIAE non aveva certo fermato il fiorire di nuove imprese nel settore né l’iniziativa dei finanziatori istituzionali (i fatti lo dimostrano!), ma l’abolizione del Monopolio potrebbe alimentare il fenomeno sul territorio italiano.

Tuttavia, e come di rado avviene, riguardo al diritto d’autore e in generale per la protezione della proprietà intellettuale, crediamo (e ci prendiamo carico della responsabilità dell’affermazione) che non sarà una decisione politica a rappresentare la svolta epocale (dato che peraltro sarebbe solo un adeguamento a norme già consolidate a livello internazionale). Crediamo, in questo caso specifico, lo ribadiamo, che sarà la tecnologia a far compiere il balzo in avanti per gli autori/inventori e per chi si proporrà di gestire i loro diritti di proprietà intellettuale.

Ma di questo parleremo meglio in uno dei prossimi articoli…

[1] Pochissimi giorni fa (il 22 giugno 2016)  la Commissione Politiche europee del Senato,discutendo della direttiva Barnier ha approvato un ordine del giorno che impegna il Governo a intervenire “nella direzione dell’apertura dell’attività di intermediazione ad altri organismi di gestione collettiva”, vale a dire le società concorrenti della SIAE.